.
Comitato
di
Civitavecchia
_______________________
.
COMUNICATO STAMPA
.
.
.
Comitato
di
Civitavecchia
_______________________
.
COMUNICATO STAMPA
.
.
anche grazie a .....
Alemanno ha vinto. E la sua è, indubbiamente, una vittoria storica. Dopo 60 anni di storia repubblicana Roma, capitale d’Italia, viene “conquistata" da un uomo di destra. Un dato oggettivo che lo farà entrare nella storia politica. Onore a lui. Chapeau. Ovviamente, pur essendo su fronti politici diversi e spesso contrapposti, la cosa non può che farmi piacere.
Questo il dato oggettivo, emozionale. Gianni sarà sicuramente in grado di cambiare questa città anche se non sarà facile per lui. Ovviamente i romani se lo aspettano e lo sperano.
Detto questo il risultato, eccezionale politicamente parlando, va analizzato politicamente perché fornisce una serie di dati importanti. Alemanno ha vinto grazie ad una serie di combinazioni (ma ci vogliono anche queste) da quella emozionale a quella dell’onda lunga del voto nazionale, da quella politica in se che ci da una chiave inequivocabile: Senza i voti de La Destra, dell’Udc (ovviamente non ufficialmente vista la spaccatura tra vertici romani e quelli nazionali), dei Grillino e di parte dei voti di quella sinistra che ha deciso di punire il Pd, la vittoria sarebbe andata a Rutelli. Sì perché se si confronta il voto tra Comune di Roma e Provincia di Roma appare evidente che Rutelli paga anche uno scontro tutto interno al Pd. Anche questo è un dato innegabile. La lotta tra veltroniani e dalemiani è solo all’inizio ma è chiaro che i primi a rimetterci sono stati gli uomini della ex Margherita da Prodi a Rosy Bindi a Francesco Rutelli.
Comunque, analisi politiche a parte, è evidente che a Roma ha vinto il centrodestra tutto, nonostante i veti e le opposizioni. Ha vinto un popolo intero al di la delle fazioni politiche e questo dovrebbe far pensare in certe stanze. Mi domando solo se La Destra e gli altri partiti avessero detto ai propri elettori, non mostrando senso di responsabilità, di andare al mare cosa sarebbe successo.
Non mi resta che augurare buon lavoro al nuovo Sindaco di Roma, sapendo che La Destra sarà vigile su tutto quello che accadrà in Campidoglio.
Stefano Schiavi
www.ladestranews.it
.
.
di Francesco Storace



Le elezioni di Roma e della sua Provincia sono diventate improvvisamente importanti perché la sinistra può essere battuta. E’ la sensazione che si respira in ogni angolo del territorio da quando anche La Destra, nonostante tutto, ha deciso di scendere in campo. Da quel momento in poi siamo diventati i bersagli degli attacchi più vergognosi della sinistra. C’è da giurare che se fossimo rimasti al posto nostro, ci avrebbero offerto la patente di sinceri democratici. E invece no, e lo voglio ricordare a quanti ancora fossero dubbiosi. Questa non è la partita delle politiche, dove abbiamo subìto le scorrettezze che conosciamo. Questa è la partita fra due candidati al Comune e fra due candidati alla Provincia. Non c’è dubbio che chi è a destra per convinzione e non certo per convenienza sta sul fronte opposto della sinistra. Tutti ai seggi, dunque, anche per dare una lezione a quanti avevano osato metterci sullo stesso piano di quella Udc che, con l’alibi dell’ipocrita libertà di coscienza, sta regalando voti sottobanco alla sinistra. A noi no: e a Roma vinceremo perché la gente non ne può più dei metodi della sinistra. Poi sapremo regolare i conti anche dalle parti nostre con la determinazione che ci è propria. Buona destra e buon voto a tutti.
PER UNA MEMORIA ACCETTATA E RISPETTATA
“La pacificazione nazionale non può essere prospettata agli altri se non comincia da noi e se non si evidenzia in tutte le nostre parole, in tutte le nostre iniziative responsabili… se ne sono pienamente convinti tutti coloro che sono sempre stati e continuano ad essere vicini al Movimento Sociale Italiano… se ne sono pienamente convinti coloro che si onorano di aver militato nella Rsi, coloro che hanno fatto la dura scelta dei campi di concentramento ‘non collaboratori’, coloro che hanno subito galera ed epurazioni. E’ difficile, è addirittura impossibile che chi ha pagato di persona per una causa morale e nazionale, non sia oggi pienamente disponibile per pagare di persona per una causa altrettanto morale e nazionale.”
Così - nel lontano 1972 - Giorgio Almirante parlava di pacificazione nazionale che definiva “suprema esigenza morale”. Parole ancora attuali, perché nulla è cambiato. Dopo 36 anni - ed a 63 anni dalla fine della guerra civile - una parte d’Italia festeggia ancora in pompa magna la ricorrenza del 25 aprile come anniversario della liberazione, festeggiando un’insurrezione minoritaria che influì ben poco sull’esito finale, una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati in una guerra fratricida. Eppure, il 48,9% degli italiani non sente questa data come festa nazionale ed il 21,5% non sa neanche cosa viene celebrato. (Sondaggio Ferrari Nasi & Grisantelli, 4 aprile 2008)
Un evento che si rivitalizza a ridosso delle sconfitte elettorali della sinistra, come già avvenne nel 1994, e questa volta, con la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, la rabbia è tanta. “Bella ciao” e “Fischia il vento”, accompagnate dalle bandiere rosse e dai pugni chiusi verso il cielo, saranno le colonne sonore della rivincita dei 'trombati'. Una celebrazione che “non sarà mai una festa condivisa fino a che non si rimuoverà il suo lato oscuro e criminale, messo in luce da Pansa, circa le stragi e le bestialità commesse a guerra finita”. (Marcello Veneziani – Libero, 24 aprile 2008) Un lato oscuro e criminale sul quale si è aperto un piccolo scorcio di verità, un tragico capitolo di storia patria del quale non si sente parlare senza l’anacronistica retorica dell’antifascismo di ritorno.
Urge ritrovare la memoria, che non potrà essere condivisa, ma almeno accettata e rispettata reciprocamente. Serve favorirla ricordando con rispetto tutti i caduti della guerra civile. Con un’iniziativa che rischia di incontrare l’ostilità di entrambe le parti in causa: attraverso le testimonianze scritte dalle due parti in lotta, rendendo così onore a chi ha lottato ed è caduto in nome delle proprie Idee.
.
Comitato
di
Civitavecchia
_______________________
.
COMUNICATO STAMPA
.
:
COMUNICATO STAMPA
.
LA LISTA BUONTEMPO APPOGGIA IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA
Ringrazio tutti per l’affetto e il sostegno dimostratomi in questa tornata elettorale.
Grazie a tutti Voi, sono risultato essere uno dei candidati più votati della Lista Buontempo. Infatti con la percentuale dello 0,63%, sono il terzo più votato a Roma e provincia.
Considero questo un grande risultato nonostante i pochi mezzi economici a disposizione e il lavoro fatto in sordina. L’aver concentrato tutte le nostre forze e risorse tra la gente e per la gente, alla fine ha pagato. Grazie.
Come Lista Buontempo invitiamo i nostri elettori ad andare a votare ed a sostenere il candidato del centrodestra, Alfredo Antoniozzi, come alternativa alla sinistra nelle elezioni di ballottaggio per la Presidenza della Provincia di Roma. Il nostro invito va letto come un gesto d’amore e di responsabilità verso la città e la provincia. Certi che, così facendo, contribuiremo ad evitare ulteriori anni di sofferenza ed isolamento per Civitavecchia e a dare un’alternativa a quella sinistra che (con Gasbarra alla Provincia di Roma) ha disatteso ogni nostra aspettativa, destinando altrove la propria attenzione ed i finanziamenti della Provincia.
Marco Costanzi
Lista Buontempo
.
Comitato
di
Civitavecchia
_______________________
.
COMUNICATO STAMPA
.
.
.
Comitato
di
Civitavecchia
_______________________
.
COMUNICATO STAMPA
.
IL DIRETTIVO PRENDE LE DISTANZE DA DICHIARAZIONI IMPROPRIE
Con il presente comunicato, il Direttivo de La Destra di Civitavecchia intende dissociarsi dalle parole pronunciate il giorno 15 aprile 2008, durante la trasmissione “NON STOP ELEZIONI” di TRC, sia dal portavoce Luca Crescentini che dall'esponente di Fiamma Tricolore Gabriele Pedrini, candidato al consiglio provinciale per il cartello elettorale La Destra – Fiamma Tricolore.
Le parole pronunciate dagli stessi sono da considerarsi di natura strettamente personale in quanto in materia di immigrazione il movimento politico de La Destra, di cui questo direttivo è rappresentanza sul territorio, ha chiarito in più circostanze l’importanza di una apertura all’immigrazione controllata e legale non ad una immigrazione clandestina che crea problemi di natura sociale all’interno di tutta la comunità nazionale.
Già durante la campagna elettorale lo stesso candidato premier Daniela Santanchè ha ribadito un "NO fermo" alla immigrazione clandestina e lo stesso programma elettorale invitava in caso di ingresso di immigrati irregolari malati di provvedere alla loro cura e anche al loro ritorno nel paese di origine.
Ancora una volta diciamo comunque grazie a chi ha votato La Destra e la Lista Buontempo, a chi ha avuto il coraggio di scendere in campo per sostenere ideali e valori che non possono essere cancellati e a chi è pronto a costruire insieme un partito di destra moderato che aspira a diventare vera destra di governo.
Ora è il tempo di girare la pagina e di guadare al futuro. A chi sta rinunciando alla propria storia diciamo solamente che le nostre porte saranno aperte per iniziare un grande percorso che porti al compimento di una vera democrazia e non di una oligarchia come vorrebbero il duopolio Veltroni – Berlusconi.
IL DIRETTIVO de LA DESTRA di CIVITAVECCHIA.
.
.
.
.
UN MILIONE DI GRAZIE ALL'ITALIA
e
MILLE GRAZIE A CIVITAVECCHIA

Un milione di grazie. Le urne hanno detto che in Italia ed a Civitavecchia, da oggi, c’è una nuova forza politica, La Destra, e questo è stato possibile solo grazie alla vostra straordinaria passione, alla vostra, alla nostra forte determinazione, nel non voler vedere morire sessant’anni di storia, nel non voler gettare nel cestino il nostro simbolo, le nostre idee, i nostri valori.
Si tratta di un risultato eccezionale, quasi un miracolo, se pensiamo a tutto quello che hanno fatto per cancellarci. Ma noi non ci siamo arresi, siamo andati avanti, abbiamo superato tutti gli ostacoli e siamo riusciti a partecipare a una sfida che sembrava impossibile: partivamo con l’handicap, ma siamo comunque arrivati al traguardo.
Non siamo in Parlamento, ma non sarà certo questo a fermare il nostro impegno: La Destra c’è ed è fatta di donne e uomini che hanno preferito le idee e i valori a posti sicuri in Parlamento e al governo.
Grazie, dunque, a tutti voi, a Daniela Santanchè, la vera rivelazione di questa campagna elettorale: una donna intelligente, generosa, coraggiosa, che ha entusiasmato il nostro popolo.
Partivamo da zero, ora ripartiamo da un milione di voti in Italia e da mille voti a Civitavecchia.
VOTI NOSTRI, VOTI DI UN POPOLO LIBERO e LEALE.
La DESTRA C'E' e CI SARA'.

