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PER 155 PAESI (ITALIA COMPRESA) NON LO E'

Tratto da IlCorriere: ISTANBUL - Nessun accordo sul “diritto di accesso all’acqua” al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi. Il punto di contesa sta nella definizione di acqua come bene, portata avanti dalle multinazionali, o invece dell’acqua come diritto. E nella dichiarazione finale si afferma la necessità di migliorare l’accesso all’acqua e l’azione di bonifica in tutto il mondo, ma non il “diritto all’accesso all’acqua”, chiesto con forza da numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi.
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Portiamo anche a Civitavecchia un’ottima iniziativa condotta a livello nazionale da Gioventù Italiana, il movimento giovanile de La Destra, per chiedere all’amministrazione comunale di Civitavecchia, la realizzazione delle cosiddette “strisce rosa”, ossia parcheggi dedicati alle donne in gravidanza o con neonati (fino a un anno) al seguito, già realtà ben collaudata dal Friuli alla Sicilia, che si sta moltiplicando in moltissime città d’Italia, Lazio compreso. 
di Teodoro Buontempo
Silvio Berlusconi, che è intervenuto ieri, ha parlato più da leader di Forza Italia; oggi è intervenuto Fini, dicendo le stesse cose che avrebbe detto ad un congresso di An.
Nessuno dei due, però, ha spiegato perché hanno sciolto i rispettivi partiti, né illustrato qual è il programma e il valore identitario del Pdl.
Si conferma, pertanto, che si è trattato di una fusione a freddo tra gli stati generali dei due partiti, gettando nello sconcerto i rispettivi elettorati di riferimento.
I giovani non vedo cosa abbiano potuto trovare in comune negli interventi dei due leader, avendo loro prospettato due “italie” diverse: l’uno, Berlusconi: meno stato, più privatizzazioni, più liberismo, minore ruolo del Parlamento e un’Europa che guarda strategicamente agli Stati Uniti; l’altro, Fini: più stato; più sussidiarietà; più economia sociale, più autonomia dell’Europa, più laicismo nella politica.
Due leader diversi, due partiti diversi, due strategie diverse per affrontare il futuro. Ora, però, stanno insieme, in un unico partito che rischierà di implodere quando si troveranno ad affrontare i temi fondamentali nella gestione della futura azione del governo. In definitiva, la doppia identità rimane nel Pdl.
Entrambi, però si sono trovati d’accordo su una posizione: il Pdl non è un partito di destra.
Questa situazione rafforza in noi il convincimento che abbiamo fatto bene a fondare il partito La Destra, per ridare un’identità e una patria a quegli italiani che volevano, con il loro sostegno, dare vita a una seconda repubblica e che si sono ritrovati invece un partito, il Pdl appunto, che rappresenta, in tutti i sensi, la continuità della Prima Repubblica.
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BONUS FAMIGLIA AGLI STRANIERI















In questi giorni coloro che hanno diritto, si affrettano a preparare i documenti per procedere all'incasso del prezioso aiuto anti-crisi fortemente voluto da Silvio Berlusconi.
Lo Stato staccherà assegni fino a mille euro a famiglia. Ma, siccome in Italia, la realtà supera spesso la fantasia, ci accorgiamo che il provvedimento, nato per sostenere economicamente le famiglie italiane in difficoltà economica, nasconde un triste e disastroso retroscena che ha il sapore della beffa mettendo ancora una volta in evidenza l’incompetenza dei nostri super pagati politici con l’aiuto di funzionari poco attenti. La recente circolare dell'Agenzia delle Entrate n.2009/9209 datata 03/02/2009 e pubblicata anche sul sito www.agenziaentrate.it (dove potete andarvela tranquillamente a leggere), non lascia spazio a dubbi. Con una semplicità di stesura alla quale i nostri burocrati non ci hanno certo abituato in altre situazioni, il documento dell'Agenzia stabilisce infatti in modo chiaro il diritto per gli stranieri residenti in Italia di incassare anche per conto dei familiari a carico che abitano all'estero. “Per beneficiare del bonus straordinario per la famiglia è necessario che il richiedente sia residente in Italia”, si legge. Ma la circolare sottolinea che “per gli altri componenti del nucleo familiare del richiedente (coniuge non separato, figli a carico, altri familiari a carico), invece non è richiesta la residenza nel territorio dello Stato”. Pertanto tutti gli stranieri che dimostrano di aver a carico parenti quali "figli, mogli o genitori" possono usufruire del bonus famiglia nonostante il resto della ciurma non sia italiana e non si trovi fisicamente nel nostro Paese.
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La battaglia per la cancellazione dal pianeta delle esecuzioni capitali va avanti. I risultati sono per certi versi incoraggianti: due terzi degli Stati hanno abolito la pena di morte. E l’anno scorso solo 25 su 59 dei paesi che ancora la mantengono nel proprio ordinamento hanno eseguito le condanne. Ma a spegnere subito l’entusiasmo c’è un altro dato: l’anno scorso le esecuzioni sono più che raddoppiate. Il 93% delle condanne è avvenuto in cinque paesi, Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Stati Uniti. La fotografia della situazione è scattata, come sempre, da Amnesty International nel rapporto sulla stato della pena di morte del 2008.
Numeri da brividi L’anno scorso le esecuzioni sono aumentate di oltre il 90% raggiungendo quota 2.390. In Cina sono avvenute il 72% di tutte le esecuzioni capitali. “La situazione (in Cina) è ammantata dal silenzio e le cifre potrebbero essere molto, molto più elevate”, ha spiegato Irene Khan, segretario generale di Amnesty, sottolineando che l’aumento delle esecuzioni capitali è parzialmente dovuto al cambiamento del sistema giudiziario in Cina. Nel suo rapporto annuale sulla pena di morte, l’associazione che si batte per la tutela dei diritti umani ha detto anche che il numero di coloro che sono stati condannati a morte lo scorso anno è più che raddoppiato, raggiungendo quota 8.864 rispetto ai 3.347 del 2007.
.TIA O TARSU SEMPRE TASSA E’?
Ora non si chiama più TARSU ma T.I.A. la sostanza però non cambia in quanto sempre di tassa si tratta e quindi non assoggettabile ad IVA come invece si e’ nuovamente verificato.
La T.I.A. è una tassa perché è obbligato a pagarlo, in virtù della metratura della propria casa, ogni famiglia per un servizio che viene reso dalla Etruria Servizi ancorché si conferiscano tonnellate o pochi chilogrammi.
L’anomalia della bolletta di questa tariffa, vogliamo chiamarla come viene attualmente definita, è nel fatto che non si comprende da quali voci sia composta, infatti si paga oltre che la raccolta dei rifiuti anche la pulizia delle strade dei quartieri che viene fatto molto di rado in periferia, dal fatto che viene definita acconto e dulcis in fundo dal fatto che è nuovamente aumentata, un aumento inarrestabile per un servizio al limite della decenza.
E’ giusto ricordare come l’aumento voluto dalla giunta Saladini era determinato dal fatto che si conferivano rifiuti in altre discariche ora invece il conferimento avviene in una cittadina e allora vorremmo sapere da cosa sia determinato un nuovo eventuale aumento.
Altra cosa che ci lascia perplessi è il bilancio di Etruria Servizi che è sempre in perdita e la situazione con l’arrivo del super manager Lombardi, al quale alla luce del nuovo fallimento dopo ETM chiediamo l’onestà di dimettersi, non è certamente migliorata anzi se fosse possibile è nettamente peggiorata sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, la raccolta differenziata che non parte in quanto gli stessi autocompattatori ritirano sia l’umido che i prodotti che i cittadini differenziano.
La cosa poi più scandalosa è che in questo Comune non si è ancora provveduto a deliberare agevolazioni fiscali per le fasce deboli e per le famiglie con al proprio interno portatori di handicap gravi, così come avviene nelle grandi città (Roma ad esempio).
Siamo dunque di fronte ad un servizio pagato caramente dai civitavecchiesi ma scadente in tutte le sue forme partendo proprio dagli operai che sono mal pagati e con un futuro lavorativo incerto in quanto spesso assunti con contratti a termine.
Ma non possiamo aspettarci che qualcuno a Palazzo del Pincio si preoccupi del servizio di igiene e di una sua municipalizzata anche alla luce della circostanza in cui lo stesso Sindaco ignora i termini per la presentazione del bilancio Comunale e addirittura quale sia l’allocazione di una via cittadina.
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MA ORA NON SE NE PARLI MAI PIU'

Spenti i riflettori e sipario calato, Alleanza Nazionale non esiste più. Poco male. La loro scelta è stata portata a compimento. Bene? Male? Non sta a noi dirlo. Non ci riguarda. Non ci riguarda più da quasi 2 anni. La nostra scelta, noi, l’avevamo già fatta. Per questo spero che da oggi in poi, da questa 22 marzo 2009, anche all’interno de La Destra non si parli più di quello che è stata An e della scelta dei loro esponenti.
Veniamo da un grande passato ed abbiamo un grande futuro di fronte a noi. Un futuro da costruire per far si che diventi anch’esso un grande passato. Per questo spero non si parli più di An.
E’ stata una esperienza alla quale molti di noi hanno partecipato, chi più chi meno, e che abbiamo abbandonato senza rimpianti di sorta. Allora continuare a parlare di tradimenti, di chi ha rinnegato, di chi ha preferito la poltrona alla lotta non ha senso.
Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta in piena coscienza, ora non ci resta che intraprendere, davvero, la nostra strada che non è e non deve essere costellata di ricordi e torcicollo: siamo quel che siamo. Con la nostra storia, con i nostri sorrisi, con le nostre canzoni, con le nostre lacrime, con i nostri morti, con le nostre speranze e, soprattutto, con il nostro futuro.
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di Francesco Storace
Non è ironico il mio ringraziamento a Gianfranco Fini. E’ un atto di onestà quello che contraddicendo tutti – da La Russa in giù – l’ormai ex leader di An ha compiuto affermando, a chiare lettere, che il Pdl non sarà un partito di destra. Non ne avevamo dubbi.
E ha ragione.
Quello che è incomprensibile è l’acquiescenza di un mondo che per la destra si è battuto e ora accetta il nuovo corso senza colpo ferire. Senza discutere. Obbedienza e potere.
Ero ragazzo quando Vittorio Sbardella, reduce dall’impresa dell’assalto alle Botteghe oscure, decise il gran salto nella Dc. “Infiltrarsi nel sistema” era la parola d’ordine. E oggi mi chiedo, tanto tempo dopo, se alla fine il risultato è lo stesso perché ci hanno fatto litigare con la Dc per quarant’anni e passa?
Il potere come unica meta è la fine della politica, perché prima o poi il potere lo si perde e ci si squaglia come il Partito democratico.
L’identità valoriale è l’unico collante che permette di restare in piedi. Ma Fini e i suoi ci rinunciano, resta solo qualche album di famiglia da sfogliare nel momento del trapasso e via…. Alla nuova avventura, senza nemmeno fregiarsi del titolo di corrente.
“Tutti ci mettiamo in discussione”, ha detto. E non c’è dubbio…
Noi dobbiamo saper giocare bene le nostre carte, a partire dalle prossime elezioni Europee. Non abbiamo accettato di confluire nel Pdl per scelta nostra e la rivendichiamo. Ma saremo capaci di giocare una partita di alleanze antisbarramento per ricominciare dalle sedi comunitarie il percorso istituzionale della destra italiana.
Non siamo disponibili a gridare al vento, ma vogliamo decidere il nostro destino su obiettivi precisi sui quali ci alleeremo con chi ci sta.
L’autonomia diventa il valore più importante in una politica di nominati.
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